ARTISTI

Sevenguitars


Francesco “Fuzz” Brasini, musicista e ricercatore sonoro, lavora nel panorama musicale dalla fine degli anni Ottanta partecipando a vari progetti in gruppi italiani e stranieri: dal 1992 è componente dei Jestofunk e ha collaborato con Frank Popp Ensemble, Vip 200, Mop Mop, Statobrado e altre formazioni, esplorando diversi stili musicali e avvalendosi dell’utilizzo di vari strumenti fra cui chitarra, basso, organo, pianoforte, sintetizzatori, campionatori e registratori a nastro.
Negli ultimi anni si è avvicinato al panorama della musica sperimentale. La sua ricerca si basa sull’estrapolazione di suoni minimali e sulla creazione di effetti spaziali e textures sonore con un approccio lontano da schemi didattici e convenzionali.
Attualmente lavora nell’Associazione Culturale OFFICINA49 di Cesena e collabora con Elena Biserna, AZT, e ZAPRUDER FILMMAKERSGROUP in progetti sonori e nell’organizzazione di eventi musicali e artistici volti a promuovere la sperimentazione attuale.

Sevenguitars è un progetto sonoro che nasce dall’idea di interazione suono-ambiente.
Protagoniste sono sette chitarre, apparentemente uguali, ma tecnicamente studiate per ottenere caratteristiche diverse: questi strumenti sono stati progettati e costruiti artigianalmente con delle camere tonali all’interno del corpo solido che, interagendo con le vibrazioni armoniche delle corde, creano differenti effetti sonori.
Ogni chitarra è collegata ad un amplificatore valvolare, ognuno dei quali è contraddistinto da una potenza e da una tipologia di speaker caratteristica.
Gli amplificatori sono spinti a una totale esasperazione dei volumi e dei toni inducendo un effetto feedback con le chitarre: le corde vanno in autoscillazione creando armoniche diverse a seconda dello strumento e dell’accordatura e interagendo con le caratteristiche acustiche dell’ambiente performativo.
Il musicista perde, quindi, il ruolo di esecutore, divenendo semplicemente artefice ed ideatore di un processo aperto a risultati imprevedibili e legati in modo inscindibile al luogo di esecuzione.
La performance live è un momento privilegiato di attivazione dell’interazione fra il suono e lo spazio in cui si crea una dimensione difficilmente riproducibile attraverso i soli supporti audio.
Ogni luogo, ogni contesto, è una variabile significativa che incide fortemente sul risultato, ne è un filtro: il suono risulta, quindi, legato maggiormente alla dimensione spaziale rispetto a quella temporale tradizionalmente associata alla musica.