ARTISTI

Mostefprod (A/V)


La musica verte, termine preso in prestito dal latino vertere, che significa trasformare e dal francese “verte” ,colore composto dal giallo e dal blu, pone le sue fondamenta sull’idea di miscelare in un unico flusso, suggestioni musicali differenti fra loro.
Una percussione africana, una melodia classica e delle sonorità industriali, modificate nelle loro frequenze, possono convivere insieme, alla ricerca di un’equilibrio compositivo totalizzante.
Nella musica verte si cerca di eliminare le differenze tra sonorità colte e sonorità popolari, tra avanguardia e produzione di consumo, tra musica e rumore.
Da questo concept musicale nasce la fusione con l’immagine, l’alchimia tra la fisicità del suono e quella della luce.
Da principio, il supporto visivo era preparato a priori.
In seguito la mostefprod ha potuto sviluppare un discorso incentrato sull’emotività dell’esecuzione dal vivo anche per quanto riguarda la parte visiva ottenendo il sincronismo tra il suono e l’immagine.
L’uso della cg8, pad sintetizzatore visuale, consente di manipolare in estenporanea i parametri di immagini statiche creando a volte dei flussi,a volte delle contrappozizioni visive come tessere di un mosaico in movimento.
Così facendo, a momenti di pienezza assoluta e di caos primordiale, si susseguono momenti di quiete in cui permangono dei suoni aerei, accompagnati da immagini leggere e distensive, che mantengono tuttavia la tensione preparatoria all’inizio di una nuova carica estatica.
La mOstefprOd concepisce la performance come un rituale senza culto, digitale e anarchico.