LOCATION

TPO - laboratorio di Arte, Cultura. Politica

Via Casarini 17/5 - Bologna


Come arrivare:
Appena fuori le mura, venendo dal centro, 600 metri dalla fine di via Don Minzoni (dove c'è il MamBO), sempre dritto.
Bus: 35, 18, 86, navetta A e 29B

Il TPO è un laboratorio di arte, cultura e politica fondato nel 1995 a Bologna. L'esperienza del Teatro Polivante Occupato nasce a ridosso del movimento studentesco della Pantera e nasce come uno spazio di sperimentazione artistica dal basso. Nei suoi primi anni si connota principalmente per la presenza di numerose compagnie di teatro che usavano gli spazi dell'Auditorium dell'Accademia di Belle Arti per provare e produrre i proprio spettacoli, autorganizzandosi e autofinanziandosi attraverso la realizzazione di eventi che vedono ospiti molti artisti italiani e internazionali. Nel 2001 l'esperienza si sposta nei capannoni di un ex fabbrica dismessa: l'ex Aquarium in Viale Lenin. Qui prende il via un'intensa attività culturale a 360 gradi, dove non solo teatro, ma anche danza, arti visive, musica dal vivo lo fanno diventare uno dei principali centri culturali della città. Parallelamente si sviluppano anche attività di cooperazione dal basso e assistenza, soprattutto nei confronti delle differenze culturali, nel campo delle migrazioni e della cooperazione internazionale.Nel 2007 l'esperienza del TPO viene formalmente riconosciuta dall'amministrazione Comunale di Bologna, che assegna alle diverse associazioni che si sono formate l'attuale sede di via Casarini 17/5. In questa nuova sede risiedono diverse associazioni culturali e di promozione sociale legate principalmente a tre settori d'intervento: immigrazione, cultura e politiche giovanili. Dal 2007 vi è presente anche una radio in FM (Radio Kairos 105.85) e in streaming web che si è ritagliata una certa visibilità nel panorama delle radio indipendenti cittadine.

L'obiettivo del Tpo è quello di provare a costruire una prospettiva comune, e qui sta la difficoltà ed allo stesso tempo il fascino della sfida, in un momento come questo bisogna ricominciare a cogliere la frammentazione e le differenze soggettive mettendole a valore in un processo di condivisione, conferendogli potenza d'azione e pratiche di rottura contro lo schema onnivoro della crisi permanente. Provare ad essere un crocevia di sogni, corpi, arti e strumenti che costruisca cooperazione in maniera autonoma, che con la condivisione e circolazione dei saperi e della conoscenza strappi e conquisti libertà individuali e collettive. Che immagini e sperimenti forme di organizzazione e produzione indipendenti. Cogliere questa sfida ha significato trasformare lo spazio in un laboratorio di sperimentazione di pratiche e di linguaggi. Questo percorso riguarda tanti/e ed  è arrivato il momento di rimettersi in gioco insieme.